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Quando innovazione fa rima con combinazione: perché la bicicletta fa scuola

by DI Works Team

Lorenzo Vendrame, Associate Director | SENIOR ENGINEER PM | MATERIAL AND NANOTECHNOLOGY ENGINEER – DI Works

Foto di Library of Congress su Unsplash

  1. Da curiosità a rivoluzione
  2. Il topo, il bue e le due ruote
  3. Cinque lezioni da imparare
  4. La “tecnologia bicicletta”
  5. From curiosity to revolution
  6. The mouse, the ox, and the two wheels
  7. Five lessons to learn
  8. The “bicycle technology”

Non esistevano ancora gli pneumatici, la trazione posteriore, i raggi tangenziali, e i cuscinetti a sfera. Componenti che ai più, probabilmente, non diranno granché (o forse nulla del tutto) ma che qualsiasi progettista oggi darebbe per scontati perché hanno un ruolo essenziale in molte filiere industriali.

Gli esempi? Eccone alcuni:

  • Senza cuscinetto a sfera non esisterebbe la lavatrice.
  • Senza gomma non esisterebbero le ruote delle automobili.
  • Senza trazione posteriore sulle bici non si potrebbe andare più veloci delle nostre gambe.
Da curiosità a rivoluzione

Nel caso del velocipede, provo ad immaginare i suoi primi praticanti: sguardo concentrato, corpo un po’ teso e con l’aria di chi pensa di potercela fare. E poi una prova, una caduta, una seconda prova, ancora una caduta. Fino al momento fatidico in cui volontà e novità si incontrano per creare da un nuovo prodotto una nuova esperienza.

Tra chi resta a guardare ci sarà sempre chi dimostra scettiscismo e ironia e chi assiste con curiosità. Ma tutti si sentiranno un po’ “scossi” da quel nuovo marchingegno che li obbliga a cambiare le prospettive sul loro (ormai vecchio) mondo.

Il topo, il bue e le due ruote

Se presi singolarmente, elementi quali raggi tangenziali, cuscinetto a sfera e pneumatico possono non sembrare tecnologie così impattanti; eppure, queste innovazioni integrate e combinate in un unico prodotto (la bicicletta) hanno reso più funzionale lo spostamento dell’essere umano di 5 volte dal punto di vista energetico e di 3-4 volte in fatto di velocità.

Considerando che l’essere umano era il terzo animale più performante in termini di efficienza locomotiva dopo il topo e il bue, questo giochino di numeri ed elementi ci dà un’idea della portata dell’invenzione della bicicletta. La riassumo in tre parole: “un balzo storico”.

Cinque lezioni da imparare

Da questa storia emergono indicazioni chiare ed essenziali:

  • una piccola innovazione, se combinata ad altre piccole innovazioni, può creare una grande scoperta.
  • conoscenze tecniche, capacità combinatorie e creatività sono driver e motori dell’innovazione.
  • l’innovazione può essere scomoda all’inizio perché mette di fronte al cambiamento, e cambiare è difficile per natura.
  • ogni settore può trarre benefici dalle scoperte di altri settori.
  • serve coraggio, anche a costo di sembrare ingenui, per cogliere i benefici delle nuove scoperte per primi.
La “tecnologia bicicletta”

Designer, ingegneri, inventori, produttori e infine utilizzatori hanno creato il mezzo, adesso possiamo realizzare un nuovo concetto di mobilità che ne sfrutti appieno il potenziale.

Con un background in Ingegneria dei Materiali e Nanotecnologie e una carriera dedicata allo sviluppo prodotto, Lorenzo guida le nostre attività di scouting e ricerca tecnologica. Supporta i clienti nell’identificazione di materiali, processi e soluzioni tecniche avanzate per sfide industriali reali, in particolare nei settori tessile, automobilistico e dell’occhialeria. Ciò significa lavorare a stretto contatto con startup, fornitori e ricercatori in tutto il mondo per trovare risposte non convenzionali a esigenze complesse.


When Innovation Rhymes with Combination: Why the Bicycle Sets the Example

Lorenzo Vendrame, Associate Director |SENIOR ENGINEER PM | MATERIAL AND NANOTECHNOLOGY ENGINEER – DI Works

There were no tires yet, no rear-wheel drive, no tangential spokes, and no ball bearings. Components that, for most people, may mean little (or nothing at all), but which any designer today would take for granted because they play an essential role in many industrial supply chains.

Examples? Here are a few:

Without the ball bearing, the washing machine would not exist.
Without rubber, car wheels would not exist.
Without rear-wheel drive on bicycles, we couldn’t go faster than our legs alone.

From curiosity to revolution

In the case of the velocipede, I imagine its first practitioners: focused gaze, slightly tense body, with the air of someone who thinks they can make it. Then a try, a fall, another try, another fall. Until the fateful moment when willpower and novelty meet to create not just a new product but a new experience.

Among those watching, there were surely skeptics and ironists, and others observing with curiosity. But all felt somewhat “shaken” by that contraption that forced them to change perspectives on their (by then old) world.

The mouse, the ox, and the two wheels

Taken individually, elements such as tangential spokes, ball bearings, and rubber tires may not seem like impactful technologies; yet, when these innovations were integrated and combined into a single product (the bicycle), human mobility became five times more efficient in terms of energy and 3-4 times faster.

Five lessons to learn
The “bicycle technology”

Designers, engineers, inventors, manufacturers, and finally users created the device; now we can realize a new concept of mobility that fully exploits its potential.

With a background in Materials Engineering and Nanotechnology, and a career dedicated to product development, Lorenzo leads our technology scouting and research activities. He supports clients in identifying advanced materials, processes, and technical solutions for real industrial challenges, especially in the fields of textiles, automotive, and eyewear. This means working closely with startups, suppliers, and researchers around the world to find unconventional answers to complex needs.